La notizia-bomba delle dimissioni di Benedetto XVI ha aperto una viva curiosità: è possibile che un papa rinunci al suo incarico?
La storia mostra che vi sono stati dei precedenti, ma nessuno è paragonabile.
Si parla di Celestino V, il papa del Gran Rifiuto menzionato da Dante all’Inferno, ma non è l’unico. L’ultima volta che un papa ha rinunciato al suo alto magistero è stato nel 1415, con Gregorio XII. Fino a oggi, naturalmente.
Sono sette i papi che hanno rinunciato alla dignità di successore di Pietro prima di Joseph Ratzinger. C’è chi è stato scomunicato e chi è morto in prigione, chi invece ha terminato i suoi giorni in esilio.
Papa Clemente I
Noto come Clemente da Roma, è stato il quarto successore di Pietro tra il 92 e il 97 dopo Cristo. Venerato come santo e riconosciuto come tale dalla chiesa cattolica e da quella ortodossa, le notizie storiche su Clemente I sono frammentarie e con il passare del tempo si sono fatte confuse, tanto da identificare la sua figura con personaggi differenti, ma è certo che avrebbe abdicato al vescovado romano – in quel momento infatti la figura stessa del papa non era ancora definita come oggi – in conseguenza del suo arresto come cristiano. Probabilmente fu martirizzato, e Evaristo, che Clemente indicò come suo successore, fu nominato nuovo vescovo di Roma.
Papa Ponziano
Anche di Ponziano abbiamo scarse notizie: non si conosce la sua data di nascita, ma si sa che fu eletto papa nel 230 d.C. mantenendo la carica per cinque anni. Santo e martire anche lui, fu costretto ad abdicare dall’imperatore Massimino Trace. Deportato in Sardegna, rinunciò all’incarico per permettere l’elezione di un nuovo vescovo di Roma, che fu Antero.
Papa Silverio
Figlio di papa Ormisda – nato prima della consacrazione sacerdotale del padre – venne fatto nominare papa nel 536 d.C. dal re ostrogoto Teodato. Con la riconquista bizantina dell’Italia, fu fatto deporre dal generale Belisario: quando le truppe bizantine entrarono nei palazzi del Laterano lo trovarono che aveva svestito gli abiti pontificali e preso quelli da monaco, rinunciando alla carica papale.
Papa Martino
Eletto papa nel 649, riunì il primo sinodo Laterano per contrastare l’eresia monotelita sostenuta dagli imperatori bizantini. Per questo motivo fu arrestato dall’Esarca bizantino Calliopa, che irruppe a San Giovanni in Laterano con le sue truppe per arrestare il papa il 15 giugno 653. Condotto a Costantinopoli, gli si fece rinunciare forzatamente alla sua carica. Morì in prigionia, mentre a Roma l’imperatore Costante II di Bisanzio fece eleggere come successore Eugenio I.
Papa Benedetto IX
Benedetto IX, al secolo Teofilatto, dei Conti di Tuscolo, è stato papa tre volte. La storia ricorda anche il perché: vendette la dignità pontificia per ben due volte, salvo richiederla indietro. Nipote dei papi Benedetto VIII e Giovanni XIX, sua madre era una delle sorelle di Giovanni XV. Altri sei papi costellano l’albero genealogico della sua famiglia, sparsi tra prozii, cugini e parenti. Nel 1032 fu eletto papa a undici o ventuno anni, a seconda delle fonti, e abdicò il 1 maggio 1045 vendendo la carica pontificia al suo padrino per 650 chili d’oro. Un anno dopo riprese il trono, ma fu considerato deposto dal sacro romano imperatore Enrico III, che fece eleggere il vescovo tedesco Suidgero come Clemente II. Alla morte di quest’ultimo, rioccupò il Laterano come papa fino a che non ne venne cacciato con le armi. Eletto come nuovo papa Damaso II, Benerdetto IX fu scomunicato.
Papa Celestino V
Ricordato da tutti come il papa del gran rifiuto, a causa dei versetti danteschi, Pietro Angelerio, detto Pietro del Morrone, fu un eremita eletto papa nel 1294 da undici cardinali soltanto. In un momento in cui il conclave tardò più di un anno a trovare un nome che potesse mettere tutti d’accordo l’eremita scrisse ai cardinali che un gran castigo sarebbe venuto se non si fosse trovato presto un papa. Lo elessero perciò in fama della sua vita da santo, pur non essendo vescovo né cardinale. Il re Carlo d’Angiò lo raggiunse e lo portò a Napoli, dove gli fece trasferire la sede della Curia e lo portò a nominare tredici cardinali, tra cui nessun romano e molti francesi. ”Ospite” a Castel Nuovo, di fatto ostaggio del re angioino, fu istigato dal Cardinale Caetani a rinunciare al pontificato. Questo il testo della sua rinuncia:
| Ego Caelestinus Papa Quintus, motus ex legittimis causis, idest causa humilitatis, et melioris vitae, et conscientiae illesae, debilitate corporis, defectu scientiae, et malignitate Plebis, infirmitate personae; et ut praeteritae consolationis possim reparare quietem; sponte, ac libere cedo Papatui, et expresse renuncio loco, et Dignitati, oneri, et honori, et do plenam, et liberam ex nunc sacro caetui Cardinalium facultatem eligendi, et providendi duntaxat Canonice universali Ecclesiae de Pastore. | Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, quali l’umiltà, la miglior vita, la coscienza pura e la debolezza del mio corpo, la mancanza di istruzione e la malignità della prebe, la malattia della mia persona; al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta, spontaneamente e liberamente cedo il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all’onere e all’onore che esso comporta, dando sin da questo momento al sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale. |
Dopo la rinuncia, temendo uno scisma da parte dei cardinali francesi, il cardinale Caetani, eletto Bonifacio VIII, fece arrestare l’ex-papa.
Papa Gregorio XII
Nato come Angelo Correr, fu eletto nel 1406 a condizione che se Benedetto XIII, papa ad Avignone, avesse rinunciato alle sue pretese al trono di Pietro, egli avrebbe fatto altrettanto. Dopo varie vicissitudini politiche, nel 1409 il Concilio di Pisa depose i due papi definendoli eretici, scismatici, spergiuri e scandalosi, eleggendo papa Alessandro V. Gregorio non mantenne i patti e convocò un concilio nel quale i suoi due rivali furono condannati allo stesso modo. Dopo la morte di Alessandro V fu eletto papa Giovanni XXIII: la situazione di tre papi contemporaneamente era spinta troppo oltre, così che quest’ultimo convocò il Concilio di Costanza dove riuscì nel 1415 a far ottenere le dimissioni di Gregorio XII, la deposizione dello stesso Giovanni XXIII e di Benedetto XIII, eleggendo finalmente come uno papa Martino V.




I nostri padri ci hanno educati nella fede di un solo Dio e un solo Papa. Rispettiamo la rinuncia. Ma siamo vicini con affetto al nostro sommo pontefice.